© Alessandro Rosa

Annamaria Ajmone

TINY

“Indecifrabile, sfuggente è la natura di ciò che è già stato. Se guardiamo il passato, se cerchiamo di recuperarlo, ci sembra allora di perdere la vita; se guardiamo la vita, scopriamo il passato. Ciò che è passato da un istante, o da un millennio è identicamente perduto”
Giorgio Colli

In Tiny esploro il mio corpo come un archivio popolato da memorie personali e culturali, fantasie, forze invisibili, echi lontani, suoni, odori, immagini. Individuo e seleziono tracce di me, attraverso le quali viene vissuto e costruito lo spazio da abitare. Il processo di metamorfosi interiore si confonde con quello esteriore, contamina lo spazio in un continuo gioco di risonanza.

Tiny è una ricerca sulle zone-limite, dove non esiste una vera separazione tra universo esterno e contenuti interiori, poiché l’Io non è mai isolato da ciò che lo circonda, ma si definisce a partire dalle sue relazioni e grazie ad esse impara a conoscere.

L’idea di Tiny nasce in seno ad un progetto di ricerca iniziato nel 2013 con la filmaker Maria Giovanna Cicciari, il cui scopo era indagare la relazione tra l’immagine in movimento e la danza. Il lavoro si è sviluppato in maniera totalmente libera, alternando sessioni di lavoro al chiuso ad altre all’aperto. Proprio da questi continui passaggi è nata l’esigenza di approfondire le relazioni, gli scambi, e le trasformazioni che esistono, sia a livello temporale che spaziale, tra mondo interiore ed esteriore.

Tiny riflette su come l’essere umano esista nel mondo abitando lo spazio. Dove abitare assume il significato di abbracciare, percorrere, stare, soggiornare presso le cose. Lo spazio non sta di fronte a noi, non è altro dall’uomo.

L’abitare nasce qui dal pensiero, un pensiero non astratto ma perfettamente connesso al proprio sentire, un pensiero “sensibile” che nasce e si alimenta dal desiderio istintivo di riconnettersi con l’essenza stessa delle cose e con lo spazio in cui “è”. La relazione tra uomo, spazio e tempo non è altro che il pensare nella sua essenza. Solo abitando è possibile costruire.

 

  • di Annamaria Ajmone
  • musiche di Marcello Gori
  • disegno luci Giulia Pastore
  • consulenza artistica Giovanna Cicciari
  • costume Caned Icoda
  • organizzazione e cura Giulia Basaglia
  • produzione Cab 008
  • con il sostegno di Promozione Danza della Fondazione Romaeuropa, CSC Centro per la scena contemporanea Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
  • con il sostegno di Regione Toscana e MIBACT
  • in collaborazione con DIDstudio / Ariella Vidach AiEP I Macelli di Certaldo, PIMOFF, GoteborgsOperans Danskompani, Kollatino Underground, Valdalpozzo.