Produzioni

Luisa Cortesi

ON THE OTHER HAND

Un’altra storia. Ancora, inoltre e dall’altro lato. Se mostro quello che ho in una mano cosa si suppone ci sia nell’altra?

In scena una donna e tutte le donne del mondo. “On the other hand” come riflessione, ripensamento e possibilità di reazione, come ricerca di individualità e unicità ma anche di relazione e dialogo nella possibilità di condivisione. Il corpo sulla scena delinea immagini disegnando lo spazio con la reazione del riflesso ai condizionamenti del mondo.

Una storia femminile.

In questo tempo, in questa parte del mondo una donna cerca la propria immagine nel mondo e nel tempo. Si relaziona al suo mondo interiore e a tutto ciò a cui è capace di accedere del mondo, costruisce una piccola storia fatta di reazioni e riflessi fisici, corporei.

Una storia fatta di movimento. Una costruzione di immagini in movimento, in continua trasformazione.

La creazione di un discorso sull’identità si forma attraverso la distruzione di ogni immagine raggiunta e evocata nella rappresentazione coreografica.

Azione fatta di passaggi logici, salti pindarici, processi di sviluppo ritmico, dinamiche interrotte, ripetizioni necessarie, notazioni inconcludenti, percorsi non lineari, indugi, oscillazioni. Immagine vulnerabile e umana e per questo paradossalmente eterna e universale.

L’azione arriva come un’intuizione e quindi chiara completa e fulminea. Il racconto di anima danzante che attraverso il movimento si mostra e cerca di rendersi visibile.

“on the other hand” nasce dopo la creazione di “Mousing”, performance concepita per una danzatrice coreana e interpretata da Jin Yeob Cha.

Scrivendo di “Mousing”:

Pensiamo a quel movimento delle dita sulla schiena curva del mouse. Un movimento che e’ sempre indice di ricerca totale sulla superficie dello spazio digitale, un gesto che collega il corpo pensante alla macchina virtuale del web. Il movimento delle dita è biologicamente e antropologicamente un esercizio fisico, ancestrale, universale, biologico. L’accesso al mondo virtuale avviene attraverso il movimento delle dita e compone e scompone immaginari, informazioni, situazioni reali o costruzioni personali. Con un semplice movimento di un dito richiamiamo immagini che hanno attraversato il tempo.Una figura femminile porta in scena la sua trasformazione. E’ una piccola storia. Quasi un monologo. Si cercano delle immagini e le immagini ci cercano. Tutto quello che vediamo è impresso nel tempo che continua a trascorrere. E’ una storia sulla memoria che attraversa presente e passato. Ogni immagine ha una storia, è nata, ha amato, ha sofferto e poi talvolta si è come addormentata e altre immagini sono arrivate. La figura femminile è una immagine e dialoga con le immagini che evoca.

Una rosa è sempre stata una rosa, un pesce rosso è sempre stato un pesce rosso e questa figura è sempre stata una figura. Questa figura sul palco, questa donna rappresenta tutte le figure della storia. Attraversa il tempo.

On the other hand è una conseguenza e un effetto di “Mousing” ma ne è anche il ripensamento, la riflessione e il riflesso. Si pone in confronto e rappresenta la possibilità di dialogo nell’ interpretazione e la danza di uno stesso intento coreografico.

I due lavori coreografici sono autonomi e possono essere rappresentati indipendentemente l’uno dall’altro. Sono due storie.

Ma potrebbero essere rappresentati uno dopo l’altro nello stesso programma come la rappresentazione di storie riflesse l’una nell’altra.

In scena la danzatrice e una palla di vetro piena di acqua. Dentro all’acqua un pesce.

  • Coreografia e interpretazione Luisa Cortesi
  • Disegno Luci Mario Mambro
  • Produzione Anghiari Dance Hub, Cab 008